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Lean Construction: un aiuto per uscire dalla crisi del settore

L’edilizia purtroppo è in crisi e ben vengano le iniziative di natura economico-finanziaria per rilanciare il settore.
Ma un intervento di questo tipo, se non accompagnato da interventi di tipo strutturale, rischia di essere inutile nel lungo periodo esattamente come il defibrillatore è assolutamente necessario per superare una fortissima crisi cardiaca ma è inutile per guarire dalla malattia che ha scaturito la crisi.
Il motivo di fondo è che gli aiuti di natura esclusivamente economico-finanziaria partono dal presupposto che il settore sia in grado di auto-sostenersi una volta riavviato. Un errore equivalente a quello che farebbe quel medico che, una volta superata la crisi cardiaca, mandasse il paziente a casa senza fare nulla per eliminare la vera causa di tale anomalia.
Se guardiamo i risultati economico-finanziari del settore in un periodo non contaminato dalla crisi che attualmente ci affligge, e andiamo a paragonarli con quelli degli altri settori come il manifatturiero, l’energia e i servizi nel medesimo periodo, troviamo che la crisi del settore inizia ben prima del famigerato 2008.
Infatti, esaminando un rapporto della Banca d’italia intitolato “La situazione economico-finanziaria delle imprese italiane nel confronto internazionale” in cui viene esaminato il periodo 2004-2007, i dati riportati sono i seguenti:

Questo confronto ci dice chiaramente che il settore edilizio (inteso nella sua più ampia accezione del termine) non stava in salute neanche in tempi pre-crisi.
Un esperto del settore, Ted Garrison, in un suo libro intitolato “Strategic Planning for Contractors”, indica 5 motivi che hanno portato l’edilizia ad essere in crisi ancora prima che la finanza ci mettesse del suo, e che rendono urgente un cambiamento strutturale nel modo di affrontare il business in questo settore. I cinque motivi sono:
1. Se ci vogliono sei mesi per costruire una casa, l’85 per cento del tempo viene speso per due attività: aspettare in attesa di poter eseguire l’attività successiva e correggere gli errori fatti.
2. L’efficienza media nel settore delle costruzioni è del 40%.
3. Difficoltà nel trovare lavoro e reperire lavoratori qualificati.
4. La redditività (ROE).
5. I clienti del settore sono frustrati a causa della scarsa qualità, delle troppe discussioni, delle eccessive modifiche tecniche, dei ritardi di pianificazione e degli innumerevoli contenziosi.
E’ chiaro che qui il problema sta nel “COME, QUANTO e QUANDO” produco, cioè il core gestionale di ogni attività produttiva. Ed è altrettanto chiaro che il metodo fin’ora utilizzato per produrre nel settore edilizio, cioè progetto-appalto-costruisco, abbia infilato l’intero settore in un circolo vizioso.
Alla fine degli anni del boom economico l’edilizia era uno dei settori trainanti per l’economia del paese, ma da allora non ha migliorato la propria produttività, le tecniche di costruzione non hanno fatto grossi passi avanti e la mentalità dei lavoratori non si è modificata ignorando l’orientamento al miglioramento continuo.
Da uno studio della McKinsey del 2011, risulta che solo poche aziende rispettano sistematicamente tempi e costi preventivati; per il resto si segnalano ampi scostamenti rispetto al budget e ai piani di lavoro originali.
Ma la via d’uscita esiste. Si tratta di ri-plasmare il modo di approcciare al business: dal mero “costruire” al più adeguato “produrre”; da una visione settoriale ad una visione d’insieme, da un clima di contrapposizione tra proprietari, imprenditori, manager e lavoratori ad un metodo fondato sulla collaborazione, la comunicazione ed il rispetto reciproco.
Esiste però una via d’uscita a tutto questo: si chiama Lean Construction.
Ispirata ai principi e alle metodologie del Lean Thinking nate in Toyota ed ora diffuse con successo in moltissimi settori, essa si concentra sulla massimizzazione del valore e sull’eliminazione degli sprechi, agendo principalmente su 3 aree di miglioramento: la compressione dei tempi di progetto, l’ottimizzazione delle attività in cantiere e il monitoraggio della performance.
Il tutto attraverso un insieme di tecniche di project management e di critical chain, di investimento nelle risorse umane e di monitoraggio delle performance per fornire prodotti e servizi sui quali il cliente pone alto valore e ridurre i costi di produzione per aumentare la redditività delle aziende.

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